You are currently browsing the tag archive for the ‘spiritualità’ tag.

La vita, la vita… o il flusso della vita…

Ho letto da qualche parte in proposito che la Natura funziona senza alcun sforzo, nell’incoscienza del pieno abbandono. Il principio è quello della minima azione, della non resistenza.

Se osservo la Natura al lavoro mi accorgo che in effetti lei segue la strada del minimo sforzo.

L’erba non cerca di crescere, cresce. I pesci non cercano di nuotare, nuotano. I fiori non cercano di fiorire, fioriscono. Gli uccelli non cercano di volare, volano. Obbediscono la loro natura intrinseca .

La terra non si sforza di girare intorno al suo asse, è nella natura della terra di girare ad una velocità vertiginosa attraverso lo spazio. Dare calore è nella natura del sole. La natura delle stelle è anche quella di brillare…la Natura non chiede a se stessa, non guarda al passato nè tantomeno al futuro, semplicemente è se stessa, è “azione” sempre all’opera, mai assente e per nulla corrotta.

Possiamo imparare dalla natura a seguire la strada della non resistenza che è l’intelligenza ordinata. Un combinazione tra accettazione, responsabilità e abbandono, per seguire il flusso della vita…

Ma come si mette in pratica questa meravigliosa combinazione?

L’accettazione è “semplicemente” accogliere le cose cosi come sono, che non significa non sperare o agire perchè siano diverse nel futuro, ma ora, qui, in questo preciso momento le accetto cosi come sono.

La responsabilità nasce dallo sforzo di non incolpare nessuno…questa presa di coscienza crea lo spazio necessario per trovare una risposta creativa alla situazione che sto’ vivendo (ogni difficoltà contiene il seme dell’opportunità !) E’ quel tipo di attenzione lucida che permette di intuire il momento giusto per trasfomare in meglio una situazione, per cogliere una soluzione che la mente impigliata nelle sue abituali connessioni non riesce a cogliere…

L’abbandono è smettere di stare sulla difensiva  e accettare il presente evitando la resistenza, scegliere di essere flessibili come il giunco che sopravvive perchè si piega sotto la tempesta.

Ecco la strada da cui deriva  l’intelligenza della Natura che si manifesta senza frizione, senza sforzo…

Un po’ esoterico? Forse…ma è proprio nell’aspetto misterioso del tutto che la vita a volte ci sorprende…

 

Annunci

“Una vecchia leggenda indù dice che un tempo gli uomini erano degli Dei, ma abusavano talmente tanto della loro divinità che Brahma, capo degli Dei, decise di togliere loro la Potenza Divina e nasconderla dove non l’avrebbero mai trovata. Dove nasconderla divenne quindi il grande problema. Quando gli Dei minori vennero chiamati a consiglio per valutare questo problema, dissero: “Seppelliremo la divinità dell’uomo in fondo alla terra”. Ma Brahma disse: “No, non basta, perchè l’uomo scaverà e la troverà”. Allora gli Dei dissero: “Bene, allora affonderemo la sua divinità nell’oceano più profondo”. Ma Brahma rispose ancora: “No, perchè prima o poi l’uomo esplorerà le profondità di ogni oceano e la riporterà in superficie”. Allora gli Dei minori conclusero: “Non sappiamo dove nasconderla, perchè sembra che non ci sia alcun posto sulla terra o nel mare dove l’uomo non potrebbe eventualmente raggiungerla”. Allora Brahma disse: “Ecco cosa faremo con la divinità dell’uomo. La nasconderemo profondamente in lui stesso, perchè non penserà mai di cercarla proprio lì”. E da allora, conclude la leggenda, l’uomo è andato su e giù per la terra, arrampicandosi, tuffandosi, esplorando e scavando, per cercare qualcosa che invece aveva sempre racchiusa in sè.”

Voglio proporre un grappolo di pensieri per questa giornata.

1) Il ricordo di chi ci ha preceduto può essere un atto di affetto e di saggezza. Può diventare un "momento" in cui raccogliamo la testimonianza delle comuni fragilità umane e la consegna di proseguire l’impegno di ciò che è stato fecondo nella vita della persona defunta.

2) La resurrezione non è una seconda vita nè un semplice prolungamento di quella presente. Nella testimonianza biblica, la resurrezione rappresenta la fioritura piena di questa vita, una pienezza che può operare solo il "Dio che resuscita i morti". Egli compie in noi ciò che ha compiuto per Gesù.

3) La speranza della resurrezione non significa quindi una fuga nell’aldilà, bensì un radicale rimando all’aldiqua, alla cura autentica della vita e all’impegno operoso nella storia. Nella morte rimettiamo la nostra vita nelle mani di Dio che la porta a compimento. Gesù non ha mai separato la partecipazione piena alla vita e la fiducia nel Dio che vince la morte.Questo è l’atteggiamento profondo del credente: mettere la vita e la morte nelle mani di Dio. Le altre speculazioni sono spesso evasioni dalla fiducia in Dio.

4) Tutto l’armamentario del suffragio, come si è sviluppato nel secondo millennio, costituisce un grave insulto all’amore gratuito di Dio. L’industria del suffragio e l’invenzione del purgatorio, avvenuta nel dodicesimo secolo, sono il frutto della delirante presunzione della casta sacerdotal-gerarchica di poter influire sulla condizione dei defunti a suon di messe e di indulgenze. E’ nato così un redditizio quanto scandaloso mercato del tempio, quasi che le mani della chiesa gerarchica fossero più salvifiche di quelle di Dio.

5) Non abbiamo bisogno di nessun suffragio. Non abbiamo un Dio da placare o da muovere a misericordia. Non preghiamo Dio prerchè si affretti a salvare i nostri defunti. Lo preghiamo per averceli donati come compagni di viaggio e perchè dia a noi la forza di credere in Lui, di fidarci della Sua Parola. Lo preghiamo in affettuosa solidarietà con chi soffre per la morte di un familiare o di un amico.

6) In questi giorni purtroppo esplode la superstizione e con i ripetuti riti delle messe di suffragio si legittimano una teologia e una pratica pastorale aberranti, come se un Dio ragioniere aprisse le porte del paradiso a quei defunti che, tramite la rubinetteria ecclesiastica, sono beneficiari di un grande numero di messe celebrate sulla terra.

7) L’anticipo di questa deviazione si trova già nella festa dei santi. Infatti non c’è nessun santo. Santo è solo Dio. Noi siamo semplicemente creature e la nostra fragilità non va nascosta sotto artefatte aureole. Siamo certamente in presenza di percorsi di fede di diversa intensità e possiamo ringraziare Dio quando incontiamo dei testimoni particolarmente stimolanti del Suo amore, ma non è proprio il caso di santificare nessuno. I vari padre Pio, i santi dei santuari e le innumerevoli madonne di cui la gerarchia cattolica ha incoraggiato, inventato o tollerato il culto sono ormai strumenti manipolatori e vere e proprie agenzie assai redditizie.

Una mia piccola impronta in libreria

Un'opera del "Web Writers Group's - Libera associazione di scrittura solidale" che devolve l'intero ricavato della vendita di questo libro, per le finalità benefiche ed assistenziali della LAIF di Roma. Scritto da 34 bloggers di 23 città d'Italia con 60 opere tra poesie e racconti per un totale di 171 pagine sul tema dell'infanzia. Introduzione di Maurizio Mannoni. Il libro è acquistabile in rete presso sito dell'editore, cliccando sull'immagine della copertina.
wordpress visitors
Annunci
Tramedipensieri

Lo scritto non arrossisce.

Dear Miss Fletcher

With a proper background women can do anything. (Oscar Wilde)

Francesco Nigri

Passionate Life and Love

Michele (Caliban)

Perfidissimo Me

Italia, io ci sono.

Diamo il giusto peso alla nostra Cultura!

Banshee.

Turning saints into the sea.

Goccedisabbia's Blog

La Vita è fragile, l'Amore no.

Flameonair's Blog

Un blog di parole, sogni, emozioni, suggestioni

Bludinotte

Scrivere è dipingere con le parole!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: