You are currently browsing the tag archive for the ‘Riflessioni’ tag.

In una piazza gremita di fantasmi la solitudine diventa graffiante, troppi voci che non dissetano, troppi pensieri che si assomigliano, troppe storie che non hanno il tempo di raccontarsi, ecco perchè tu mi credi irraggiungibile…e lo sono, semplicemente perchè sono distratta dalla folla, dove il tuo viso si confonde e si perde nella nebbia di questa giornata uggiosa…

La notte porta il lutto per un giornata sprecata che se ne và portando con sè un’opportunità sprecata…e all’alba busserà alla mia porta il giorno come foglio di nuovo immacolato …offre di nuovo una fragile speranza al cuore oscurato per scoprire la luce che manca per amarlo.

Non voglio inchiostro sbiadito a ricordarmi sospiri di anime in cerca del Santo Graal…non voglio inutili graffiti per chi vuole essere compiaciuto…

Oggi piove sulla poesia, la vedo annaspare nei mulinelli d’acqua , macchiarsi del fango di questo mondo impazzito, trascinare con sè le parole mai dette…i versi sono ribelli per natura e non sempre vogliono essere preservati dalle intemperie…ci sono giorni in cui preferiscono le paludi nere ai chiari cieli d’estate, e le ombre sottomesse ai chiarori illusori…

Ma io oggi vorrei pennarelli rossi per disegnare sul cuore un’emozione sincera, gialli per macchiare il grigiore del cielo, verde  e rosa per fare rinascere il mio giardino, blu per dipingere il mare, arancio per tracciare nuovi sentieri…

Vorrei macchiarmi le dita senza paura di imbrattare questa pagina anche se la ragione mi dice che domani tornarà vergine a regalarmi un’altra occasione.

Rodolfo Cubetta " pioggia imprevista"

Voglio proporre un grappolo di pensieri per questa giornata.

1) Il ricordo di chi ci ha preceduto può essere un atto di affetto e di saggezza. Può diventare un "momento" in cui raccogliamo la testimonianza delle comuni fragilità umane e la consegna di proseguire l’impegno di ciò che è stato fecondo nella vita della persona defunta.

2) La resurrezione non è una seconda vita nè un semplice prolungamento di quella presente. Nella testimonianza biblica, la resurrezione rappresenta la fioritura piena di questa vita, una pienezza che può operare solo il "Dio che resuscita i morti". Egli compie in noi ciò che ha compiuto per Gesù.

3) La speranza della resurrezione non significa quindi una fuga nell’aldilà, bensì un radicale rimando all’aldiqua, alla cura autentica della vita e all’impegno operoso nella storia. Nella morte rimettiamo la nostra vita nelle mani di Dio che la porta a compimento. Gesù non ha mai separato la partecipazione piena alla vita e la fiducia nel Dio che vince la morte.Questo è l’atteggiamento profondo del credente: mettere la vita e la morte nelle mani di Dio. Le altre speculazioni sono spesso evasioni dalla fiducia in Dio.

4) Tutto l’armamentario del suffragio, come si è sviluppato nel secondo millennio, costituisce un grave insulto all’amore gratuito di Dio. L’industria del suffragio e l’invenzione del purgatorio, avvenuta nel dodicesimo secolo, sono il frutto della delirante presunzione della casta sacerdotal-gerarchica di poter influire sulla condizione dei defunti a suon di messe e di indulgenze. E’ nato così un redditizio quanto scandaloso mercato del tempio, quasi che le mani della chiesa gerarchica fossero più salvifiche di quelle di Dio.

5) Non abbiamo bisogno di nessun suffragio. Non abbiamo un Dio da placare o da muovere a misericordia. Non preghiamo Dio prerchè si affretti a salvare i nostri defunti. Lo preghiamo per averceli donati come compagni di viaggio e perchè dia a noi la forza di credere in Lui, di fidarci della Sua Parola. Lo preghiamo in affettuosa solidarietà con chi soffre per la morte di un familiare o di un amico.

6) In questi giorni purtroppo esplode la superstizione e con i ripetuti riti delle messe di suffragio si legittimano una teologia e una pratica pastorale aberranti, come se un Dio ragioniere aprisse le porte del paradiso a quei defunti che, tramite la rubinetteria ecclesiastica, sono beneficiari di un grande numero di messe celebrate sulla terra.

7) L’anticipo di questa deviazione si trova già nella festa dei santi. Infatti non c’è nessun santo. Santo è solo Dio. Noi siamo semplicemente creature e la nostra fragilità non va nascosta sotto artefatte aureole. Siamo certamente in presenza di percorsi di fede di diversa intensità e possiamo ringraziare Dio quando incontiamo dei testimoni particolarmente stimolanti del Suo amore, ma non è proprio il caso di santificare nessuno. I vari padre Pio, i santi dei santuari e le innumerevoli madonne di cui la gerarchia cattolica ha incoraggiato, inventato o tollerato il culto sono ormai strumenti manipolatori e vere e proprie agenzie assai redditizie.

Non puoi chiedere all’oscurità di andarsene ma puoi decidere di accendere la luce. Nel momento in cui l’ho pensato mi sono chiesta dove sia l’interrutore… nella volontà? Nella fiducia di potenzialità nascoste pronte ad attivarsi se non cediamo il posto al dubbio? Ma forse la domanda presuppone già il dubbio, quello generato dal nostro intelletto, dalla nostra razionalità. La luce è solo un lato della medaglia che senza le sue due facce non sarebbe più tale. 

Stò leggendo troppo in questi giorni di riposo forzato ma per quanto la mia mente assomigli ad una spugna poco o nulla riesco a trasferire all’esterno…forse è per questo che ho sognato di essere incinta, vuoi vedere che sono in una fase di gestazione

[…] E anche questo deve essere parte della nostra lotta per la libertà. Dobbiamo aiutare i giovani inglesi a togliere dai loro cuori l’amore delle medaglie e delle decorazioni. Dobbiamo creare attività più onorevoli per coloro i quali cercano di dominare in se stessi l’istinto combattivo, l’inconscio hitlerismo. Dobbiamo compensare l’uomo per la perdita delle sue armi.

Il rumore di sega sulle nostre teste aumenta. Tutti i riflettori puntano in alto, verso un punto sito esattamente sopra questo tetto. In qualunque momento può cadere una bomba in questa stanza. Uno due tre quattro cinque sei… passano i secondi. La bomba non è caduta. Ma durante quei secondi di attesa, l’attività del pensiero è cessata.. È anche cessato ogni sentimento, tranne un opaco rumore. […] L’emozione della paura e dell’odio è pertanto sterile, non fertile. Non appena la paura scompare, la mente affiora di nuovo e istintivamente cerca di rivivere creando. […] Ritornano le voci degli amici; frammenti di poesia. Ognuno di questi pensieri, anche nella memoria era assai più positivo, rinfrescante, consolatore e creativo di quanto non lo fosse quell’opaco spavento, fatto di paura e di odio. Perciò, se vogliamo compensare quel giovane della perdita della sua gloria e della sua arma, gli dobbiamo aprire l’accesso ai sentimenti creativi. Dobbiamo fabbricare felicità. Dobbiamo liberarlo dalla macchina. Dobbiamo tirarlo fuori dalla sua prigione, all’aperto. Ma a che cosa serve liberare il giovane inglese, se il giovane tedesco e il giovane italiano rimangono schiavi?

I riflettori ondeggiano sulla pianura, hanno trovato finalmente l’aereo. Da questa finestra si può vedere un piccolo insetto argentato che gira e si contorce nella luce. I cannoni sparano e sparano. Poi smettono. Probabilmente l’attaccante è stato colpito, dietro il colle.

L’altro giorno, uno dei piloti riuscì ad atterrare in un campo qui vicino. In un inglese abbastanza tollerabile, disse ai suoi catturatori: «Come sono contento che la lotta sia finita!». Poi un inglese gli diede una sigaretta, e un inglese gli offrì una tazza di tè. Questo starebbe a dimostrare che se si riesce a liberare l’uomo dalla macchina, il seme non cade in un suolo completamente sterile. Il seme può essere ancora fertile…

"Pensieri di pace durante un’incursione aerea " di Virginia Woolf

Passa come un lampo l’idea di me con la faccia rivolta al sole, un messaggio che arriva dal profondo che oggi scelgo di cogliere e comprendere…e allora eccomi qua sdraiata al sole con gli occhi chiusi ad ascoltare il mio respiro, ad osservarlo rallentare mentre il calore penetra sulle mie guance. Mi perdo nel buio senza paura, il calore è la fune che mi fà camminare su un precipizio che non vedo, dove non sono ancora pronta a tuffarmi per scoprire che non esiste. Apro gli occhi piano piano, e tutta questa luce mi acceca e mi sembra increndibilmente bella… metto a fuoco il paesaggio non mutato eppure lo osservo come fosse nuovo…quanto tempo è trascorso? Pochi minuti o ore?! Sarà questo il segreto che tanti rincorrono, fermare il tempo? O vivere pienamente il presente? Preferisco il secondo, in fondo il tempo è una dimensione del materiale che ci fà annaspare, affannare, mentre il presente, senza il “pensiero” che corre dal passato e al futuro, non solo lo annienta, ma ti fà assaggiare la gioia di esserci, così, semplicemente…

 

[…]“Un puzzle può definirsi tale soltanto se esiste uno spazio fra i singoli pezzi e un tempo per riassemblarli.”[…]

 

Noi pezzi di un puzzle di cui abbiamo perso la memoria, inconsapevoli attraversiamo il tempo e ne diventiamo schiavi.

C’è un tempo per ogni cosa…ma vedi il problema è che per noi umani il tempo è poco, e quando dico poco, intendo che non basta una vita per acchiappare tutto quello che vorremmo…sempre che la vita si dipani fino alla nostra vecchiaia. E se per ogni cosa intendiamo il vedere esaudire ogni desiderio allora io temo che di vite non ne bastino nemmeno due, tre, o chissà… il desiderio di “vedere” il mondo ha la stessa forza di chi cerca disperatamente di raggiungere l’amore…capisci? Raggiungere! Ma che idea bislacca è mai questa?! L’amore non si raggiunge, è uno stato dell’essere, è qualcosa sulla quale inciampi inaspettatamente…è un fiore che si schiude…ma perchè accada questo tu devi essere già nell’amore, devi già averlo nutrito e coccolato… se non accade cosa vuoi fare? Sprecare il tuo tempo a chiederti perché? No cara amica, la mia rassegnazione è solo accettazione di quello che in questa vita io posso sperimentare.

Una ripresa sempre all’insegna del mal di testa…a volte mi capita, anche se per pochi secondi, di rimpiangere i tempi lontani in cui produrre era l’unico imperativo…la mente era libera di scorazzare ovunque e una volta timbrato il cartellino, il lavoro non esisteva piu… certo se penso alle soddisfazioni, zero assoluto… E ora? Quanto sono soddisfatta? Ma poi sarà leggittima questa domanda se non ripercorrendo una strada in salita che negli anni mi ha offerto qualche sosta quà e là dove tirare il fiato?  Non è tanto la soddisfazione in sé la cosa piu importante, ma notare col senno di poi quanto nella vita non esista causa senza effetto…e se la causa è l’impegno a prescindere da tutto, prima o poi l’effetto della salita arriva perché anche il cambiamento in positivo inplica fatica e chiede coraggio nel continuare ad affrontarla con lo giusto spirito… questo è il famoso senno di poi… e dunque inutile ora rispondere a quella domanda, meglio invece dimenticarla e continuare ad avanzare sfidandomi a fare sempre del mio meglio… in fondo mi viene il sospetto che tribolare non mi dispiaccia …

A chi mi chiedeva di tornare rispondo che il tempo dedicato ai miei pensieri, alle mie riflessioni, si è ristretto notevolmente facendo posto ad una quotidianità carica di altre cose da brigare e da sbrigare… e anche la mente chiede pietà …

Dopo un giorno di pioggia, un’altro giorno di pioggia.La sequenza logica del tempo si manifesta nel grigio del cielo e tuttavia quando il sole si lascia indovinare dietro alle nuvole l’uomo spera sempre che il bel tempo arrivi a dissipare la monotonia…
Il tempo così mi dà l’immagine di ciò che sono in diritto di sperare e rinforza il mio freddo sentimento invernale…come se il sole e la pioggia non facessero parte di questo mondo naturale al quale guardo come  fosse lo specchio della mia anima. Ma le nuvole indifferenti al mio desiderio inespresso ricoprono sempre di piu ogni speranza di estate. Solo gli uccelli che si muovono veloci in stormi compatti verso altri lidi mi dicono che dopo il tempo altri tempi verranno nonostante Me e la breve gioia del loro volo è come un raggio di sole che si disegna sul mio viso.

E’ finita. Ma è veramente finita? Forse ancora qualche dettaglio non di poco conto ma  il puzzle, anche senza gli ultimi tasselli, posso  finalmente guardarlo  e rendermi conto che ho vinto.
Curioso come non abbia provato particolari emozioni a lasciare quella casa, i pochi anni passati lì non giustificano la “naturalezza” del mio andare stravolgendo ancora una volta i contorni del mio guardare dentro e fuori dalle mie mura…mie…ecco questo sì che è un sentire che tarda a diventare consapevolezza. Tutti a chiedermi cosa provo ed io non so che rispondere. Riesco solo a provare gratitudine per chi c’è stato e tento con poco successo di provarla per chi è stato latitante….strano come i cambiamenti esterni possano provocare un cambiamento interno, un vedere senza lenti , né rosa, né grigie…una sensazione di lucidità estrema.
Forse l’ansia di questi mesi e gli ostacoli da dribblare continuamente mi hanno ancora una volta impedito l’esaltazione lasciando il posto ad una soddisfazione guardinga che fa capolino solo per brevi attimi. Ho chiesto troppo a me stessa? Tanto da rovinarmi la festa? No, credo piuttosto che abbia ragione chi mi ha parlato di adrenalina da forzare a tornare a livelli normali, peccato che sia un elastico che da troppo teso diventa troppo morbido….voglia di dormire, voglia di andamento lento, voglia d’incorniciare quel puzzle, appenderlo e mettermi lì ad osservarlo fino a sentirlo come un capolavoro.

Una mia piccola impronta in libreria

Un'opera del "Web Writers Group's - Libera associazione di scrittura solidale" che devolve l'intero ricavato della vendita di questo libro, per le finalità benefiche ed assistenziali della LAIF di Roma. Scritto da 34 bloggers di 23 città d'Italia con 60 opere tra poesie e racconti per un totale di 171 pagine sul tema dell'infanzia. Introduzione di Maurizio Mannoni. Il libro è acquistabile in rete presso sito dell'editore, cliccando sull'immagine della copertina.
wordpress visitors
Tramedipensieri

Lo scritto non arrossisce.

Dear Miss Fletcher

With a proper background women can do anything. (Oscar Wilde)

Francesco Nigri

Passionate Life and Love

Michele (Caliban)

Perfidissimo Me

Italia, io ci sono.

Diamo il giusto peso alla nostra Cultura!

Banshee.

Turning saints into the sea.

Goccedisabbia's Blog

La Vita è fragile, l'Amore no.

Flameonair's Blog

Un blog di parole, sogni, emozioni, suggestioni

Bludinotte

Scrivere è dipingere con le parole!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: