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L’ho saputo davvero per caso. Il che la dice tutta.
Me ne stavo amenamente trastullando con un amico di lunga data, un giornalista neo-zelandese, con il quale ci incontriamo in un sito, chesscube.com, dove ci sfidiamo in un nostro personale duello a scacchi mentre chattiamo scambiandoci informazioni sull’Europa e su quello che accade nel continente australe e nel sud-est asiatico, di cui lui è un attendibile esperto.
A un certo punto, mi fa:
“E che ha detto Bruxelles della bomba di Amnesty International?”
“Quale?”
“Quella di tre giorni fa che gli ha ammollato il filosofo francese in piena riunione sul budget dell’Unione Europea”.
(sconcertato dalla mia ignoranza dei fatti, nonché  fortemente incuriosito, chiedo ragguagli in merito)
“Ma sì, quella dei rapinatori delle banche”
“Quali banche? Dove?”
“Nel nord della Grecia”
“Chi?”
“Gli anarchici, i ragazzi arrestati e poi torturati dalla polizia”.

A questo punto mi arrendo e confesso di non sapere di che cosa stia parlando.

E così, vengo a sapere da un neo-zelandese che abita in quel di Auckland, a 22.500 chilometri di distanza, 12 ore di fuso orario prima di noi, dall’altra parte del mondo, nel continente più lontano (in tutti i sensi) dalla nostra vecchia e cara Europa, che cosa sta accadendo a 1.000 chilometri da Roma, nel territorio che è stata la culla originaria della nostra civiltà.

E tutto grazie ad Amnesty International.

Faccio delle telefonate e mi butto in rete a caccia di notizie. In Italia, nulla. In giro per l’Europa, anche.

Notizie strabilianti in Sudamerica, in Canada, in California e sembra dovunque tra i bloggers scandinavi e nord settentrionali che scrivono nelle loro lingue.

Descrivono e raccontano qualcosa che sta accadendo in questi giorni di cui a nessuno è stata detta neppure una parola, né a Roma, né a Berlino, né a Parigi né a Londra.

Tantomeno a Madrid.

Parlano della Grecia.

Ma in termini nuovi.

Nel senso che riferiscono di una società ormai collassata, al limite della guerra civile, ormai precipitata nel baratro, sulla cui attuale realtà è stato steso un osceno velo di totale censura per impedire che le notizie vengano usate in campagna elettorale in Italia e diffuse in Spagna dove sta esplodendo la tangentopoli iberica delle banche corrotte e Rajoy ha già fatto sapere a Bruxelles che là a Madrid si corre il rischio di veder la situazione sfuggire al controllo.

La Grecia è crollata, definitivamente, sotto il peso dei debiti contratti con la BCE.

Stanno assaltando i supermercati. Ma non si tratta di banditi armati. Si tratta di gente inviperita e affamata, che non impugna neanche una pistola, con la complicità dei commessi che dicono loro “prendete quello che volete, noi facciamo finta di niente”. Si tratta della rivolta di 150 imprenditori agricoli, produttori di agrumi, che si sono rfiutati categoricamente di distruggere tonnellate di arance e limoni per calmierare i prezzi, come richiesto dall’Unione Europea. Hanno preso la frutta, l’hanno caricata sui camion e sono andati nelle piazze della città con il megafono, regalandola alla gente, raccontando come stanno le cose.

Si tratta di 200 produttori agricoli, ex proprietari di caseifici, che da padroni della propria azienda sono diventati impiegati della multinazionale bavarese Muller che si è appropriata delle loro aziende indebitate, acquistandole per pochi euro sorretta dal credito agevolato bancario,quelli  hanno preso i loro prodotti della settimana, circa 40.000 vasetti di yogurt (l’eccellenza del made in Greece, il più buon yogurt del mondo da sempre) li hanno caricati sui camion e invece di portarli al Pireo per imbarcarli verso il mercato continentale della grande distribuzione, li hanno regalati alla popolazione andandoli a distribuire davanti alle scuole e agli ospedali

Si tratta anche di due movimenti anarchici locali, che si sono organizzati e sono passati alle vie di fatto: basta cortei e proteste, si va a rapinare le banche: nelle ultime cinque settimane le rapine sono aumentate del 600% rispetto a un anno fa. Rubano ciò che possono e poi lo dividono con la gente che va a fare la spesa. La polizia è riuscita ad arrestarne quattro, rei confessi, ma una volta in cella li hanno massacrati di botte senza consentire loro di farsi rappresentare dai legali. Lo si è saputo perché c’è stata la confessione del poliziotto scrivano addetto alla mansione di ritoccare con il Photoshop le fotografie dei quattro arrestati, due dei quali ricoverati in ospedale con gravi lesioni.

E così, è piombata la sezione europea di Amnesty International, con i loro bravi ispettori svedesi, olandesi e tedeschi, che hanno realizzato una inchiesta, raccolto documentazione e hanno denunciato ufficialmente la polizia locale, il ministero degli interni greco e l’intero governo alla commissione diritti e giustizia dell’Unione Europea a Bruxelles, chiedendo l’immediato intervento dell’intera comunità continentale per intervenire subito ed evitare che la situazione peggiori.

Siamo venuti così a sapere che il più importante economista tedesco, il prof. Hans Werner Sinn, (consigliere personale di Frau Angela Merkel) sorretto da altri 50 economisti, avvalendosi addirittura dell’appoggio di un rappresentante doc del sistema bancario europeo, Sir Moorald Choudry (il vice-presidente della Royal Bank of Sctoland, la quarta banca al mondo) hanno presentato un rapporto urgente sia al Consiglio d’Europa che alla presidenza della BCE che all’ufficio centrale della commissione bilancio e tesoro dell’Unione Europea, sostenendo che “la Grecia deve uscire, subito, temporaneamente dall’euro, svalutando la loro moneta del 20/ 30%, pena la definitiva distruzione dell’economia, arrivata a un tale punto di degrado da poter essere considerata come “tragedia umanitaria” e quindi cominciare anche a ventilare l’ipotesi di chiedere l’intervento dell’Onu”.

Silenzio assoluto.

Nessuna risposta.

Censura totale.

Nessun candidato alle elezioni in Italia ha fatto menzione della situazione greca attuale.

http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=79d19a9846880762 (qui trovate il resto dell’articolo….è lungo, ma vale la pena leggerlo!)

Se un giorno ti ammalerai di parole, come a tutti noi succede, e sarai stanca di sentirle, di dirle. Se qualsiasi parola sceglierai ti sembrerà sprecata, senza luce, sminuita. Se avrai la nausea quando senti “orribile” o “fantastico” per qualsiasi fatto, non ti curerai, ovviamente, con una zuppa di lettere. Farai quanto segue: cuocerai al dente un piatto di spaghetti che condirai con il sugo più semplice , aglio olio e peperoncino. Sulla pasta già rimescolata con l’intingolo suddetto, grattugerai uno strato di parmigiano. Al lato destro del piatto fondo colmo di spaghetti conditi come ti ho detto, metterai un libro aperto .Di fronte, un bicchiere colmo di vino rosso secco. Al lato sinistro, metterai un libro aperto. Qualsiasi altra compagnia non è consigliabile. Sfoglierai a caso, le pagine dell’uno e dell’altro, ma entrambi devono essere di poesia. Solo i buoni poeti ci curano dalla saturazione di parole. Solo il cibo semplice ed essenziale ci cura dai peccati di gola.

Trattato di culinaria per donne tristi
di Hèctor Abad Faciolince

Un secondo, un minuto, un’ora

Un quarto e la mezza,

Un giorno, il week end, una settimana

Senza tregua un tic tac ci condiziona… o emoziona

Un mese, un trimestre, un anno

Natale e i giorni di festa che tornano ciclicamente

Abbiamo il carillon , l’orologio, la sveglia,

Clessidra e calendari per non dimenticare

C’è il il sempre e il mai

C’è il passato e c’è l’ormai

C’è l’immutabile e l’effimero

Gennaio, febbraio , piovosi e in rima

C’è il dopo e il prima

l’ormai, l’ieri e il d’ora in poi

Ci sono le notti e i giorni

Il buongiorno, il buonasera,

l’arrivederci, la buonanotte

Per cominciare  e per finire

Più tardi, giusto in tempo

Domani, in futuro

Spesso, qualche volta

Aspettiamo, facciamo i cento passi, temporeggiamo

Ci sono stati i 9 mesi , la nascita

L’infanzia e l’adolescenza

Compleanni e anniversari

Il tempo defila in porzioni e razioni

Ci sono gli addii  lungo la via

E  la vecchiaia senza preavviso

E c’è la morte, il riposo meritato

C’è un altrove e c’è l’eternità.

Non ci sono spigoli, curve, cielo e terra si confondono… la nebbia avvolge tutto.

Succede anche alle parole, diventano fragili, mancano d’ispirazione. Le idee si volatizzano, diventano grandi ali bianche ed è silenzio. I pensieri si fanno brumosi anche nella dolcezza del ricordo, li’, tra le tue braccia…nelle ore tarlate dal vuoto, l’anima ha bisogno di pazienza, la primavera, che tutto fà rinascere, non è mai troppo lontana.

Che ore sono ?

Nei  bassi fondi della notte non ci sono confini nè orari, solo la cadenza della pesantezza. Domande che non hanno senso e giri nel vuoto evitando di guardare quel quadrante che non puo’ alleviare il tempo che pesa sul petto.

Un secondo, un’ora, sgrani chicchi di eternità…

Pulsazioni anomali. Il cuore sembra impazzito, ma non è amore.

Quando ti scagli contro i mulinelli del vento sai che ti aspettano nuvole nere e polmoni in gabbia…

Che ore sono?

Non guardare la sveglia…ci sono già abbastanza orologi le cui lacette sembrano impazzite e ti ronzano in testa come un sciame impazzito…ti succhiano il sangue prima ancora che tu te ne renda conto… devi espanderti nel nulla e riuscire a farne parte.

Chiudi, chiudi presto le ante! … la conosci vero la musica? Una scala percorsa tante volte, con note stonate e intervalli obbligati … ritmi ora selvaggi ora troppo languidi … ritmi primitivi di terre che non hai conosciuto…e melodie così struggenti … ricorda!

Pulsazioni anomali. Strano gong nel silenzio che cade e non trova fondo. L’eco è come una sincope…ma nel blues c’è di meglio lo sai? Butta gli arpeggi di queste marce fantasie e torna a far vibrare i bassi…Te li ricordi come si librano nell’aria? Restituisce loro le ali.

Che ore sono?

E’ l’ora della follia che ti circonda le spalle, follia dura e pura come una droga che manca d’ironia. Come una pazza che non guarisce l’anima. Non frugare nei cassetti, i sogni nascono e muoiono. Tutto viene distrutto per essere costruito nuovamente. Il ritorno della fiamma dell’assoluto è violento quanto il suo slancio, è l’evidenza di chi non riesce a fare le cose a metà.

Ad ogni pulsazione senti il tuo essere espandersi ai quattro venti svuotendosi della sua essenza, nè cuore, nè occhi…cosi impari a scegliere i sentieri della foreste invece che le strade con lampioni e cartelli ad indicarti la strada!

Chiudi, chiudi le ante, presto! Le nuvole sono cosi pesanti, tra poco non potranno piu contenere la loro furia.

Che ore sono?

L’ora della sofferenza che chiama la liberazione. Non cedere, non devi. Ricorda chi sei, ricorda il tuo nome. No, no imbecille! Non il nome che ti hanno dato, ma quello impresso nel palmo delle tue mani, l’impronta della tua anima sul marmo delle nevi perenni. Cio’che sei si perde nalla notte dei tempi. Si , ora ti riconosci.

Lampo. Le nuvole muoiono, la pioggia traslucida lava via le ferite. La vita si difende, le sensazioni rinascono. Lascia la crisalide ormai piccola, assurdamente meschina e dormi, dormi…

Che ore sono?

E’ giorno di sicuro. Fuori i primi rumori hanno un suono quasi mistico che ti dice “vieni”!

 
"Questa società assassina e folle, inquinata e puzzolente, che mangia cibo spazzatura e scopa poco e male, questa società volgare, sessuofoba e pornografica drogata di shopping e di ansiolitici, alcolizzata e cocainomane non ha rimorsi, non inorridisce davanti all’enormità dell’orrore perché è totalmente sprovvista del senso della sacralità del mondo. Non ha rispetto. Proprio perché non vede nulla oltre ai corpi e ai sassi. Ma non è stata capace di uccidere Dio lo ha solo trasformato in un regista di reality show. La vita è ridotta a un cumulo di cause e effetti, acquisti e drammi senza né capo né coda. Non c’è un disegno divino, una missione individuale, un dovere sociale, un’aspirazione superiore. Non c’è niente altro che denaro e vantaggi spiccioli. E questo deserto filosofico e emotivo è il blocco che impedisce agli umani di esaltarsi per il solo fatto di esistere, emozionarsi per i tramonti, prendere la vita appieno, farla propria, viverla. E’ questa mancanza di SENSO DELLA VITA a far sì che la gente non abbia dignità, non si ribelli, non sia solidale, innamorata, artistica. Una razza di suicidati spirituali che non hanno il coraggio di pensare a quando la loro vita finirà (di certe cose non si parla mai, è maleducazione come grattarsi e sbadigliare). Una società di pazzi che fingono di essere immortali guardando ogni giorno l’agonia di 100 morti ammazzati in tv."

(Jacopo Fò)

Le poesie sono dei vecchi saggi

Che si riuniscono a sera

Quando il giorno chiude i suoi cassetti

 

Fumano la pipa e soffiano degli oh di meraviglia

Stupiti che insonne

Il mondo si scaldi ai piedi

Delle loro parole che vanno in fumo…

La vita, la vita… o il flusso della vita…

Ho letto da qualche parte in proposito che la Natura funziona senza alcun sforzo, nell’incoscienza del pieno abbandono. Il principio è quello della minima azione, della non resistenza.

Se osservo la Natura al lavoro mi accorgo che in effetti lei segue la strada del minimo sforzo.

L’erba non cerca di crescere, cresce. I pesci non cercano di nuotare, nuotano. I fiori non cercano di fiorire, fioriscono. Gli uccelli non cercano di volare, volano. Obbediscono la loro natura intrinseca .

La terra non si sforza di girare intorno al suo asse, è nella natura della terra di girare ad una velocità vertiginosa attraverso lo spazio. Dare calore è nella natura del sole. La natura delle stelle è anche quella di brillare…la Natura non chiede a se stessa, non guarda al passato nè tantomeno al futuro, semplicemente è se stessa, è “azione” sempre all’opera, mai assente e per nulla corrotta.

Possiamo imparare dalla natura a seguire la strada della non resistenza che è l’intelligenza ordinata. Un combinazione tra accettazione, responsabilità e abbandono, per seguire il flusso della vita…

Ma come si mette in pratica questa meravigliosa combinazione?

L’accettazione è “semplicemente” accogliere le cose cosi come sono, che non significa non sperare o agire perchè siano diverse nel futuro, ma ora, qui, in questo preciso momento le accetto cosi come sono.

La responsabilità nasce dallo sforzo di non incolpare nessuno…questa presa di coscienza crea lo spazio necessario per trovare una risposta creativa alla situazione che sto’ vivendo (ogni difficoltà contiene il seme dell’opportunità !) E’ quel tipo di attenzione lucida che permette di intuire il momento giusto per trasfomare in meglio una situazione, per cogliere una soluzione che la mente impigliata nelle sue abituali connessioni non riesce a cogliere…

L’abbandono è smettere di stare sulla difensiva  e accettare il presente evitando la resistenza, scegliere di essere flessibili come il giunco che sopravvive perchè si piega sotto la tempesta.

Ecco la strada da cui deriva  l’intelligenza della Natura che si manifesta senza frizione, senza sforzo…

Un po’ esoterico? Forse…ma è proprio nell’aspetto misterioso del tutto che la vita a volte ci sorprende…

 

Datemi un letto, voglio dormire… un pensiero ricorrente per non dire fisso … primavera, ora legale, mesi di lavoro sulle spalle o meglio nella testa … boh! Ma se un pensiero fisso ti spinge ad affrontare il discorso spinoso delle vacanze tanto meglio..almeno ho lanciato il mio sassolino… tu preferisci  agosto?! Bene ! Io mi prendo giugno e settembre che di ferie ne ho decisamente di più da smaltire … primo round andato …

Però la stanchezza non m’impedisce di sentire quanto sono diventata gelida nel volgere di poche ore, ma  sembra tenere per ora alla larga la lucidità spietata che uso per analizzare le situazioni quando già il verdetto in ogni caso è stato emesso a prescindere…. strano meccanismo che non mi spiego semplicemente con la mia capacità di allontanarmi di fronte all’indifferenza o alla freddezza altrui … ma allontanarsi emotivamente a questa velocità con una perdita di interesse cosi totale mi preoccupa… sempre che mi sia mai avvicinata … ehm, mi viene il dubbio … fondamentalmente forse non c’è mai stato un interesse “reale”…forse mi aspettavo che un certo tipo di feeling avrebbe portato a fare scattare qualcosa…forse mi aspettavo di scoprire nonostante le apparenze qualcosa di piu….a volte il bisogno di una leggerezza “sana”,  unita ad una certa avversione alle troppe parole e gesti eclatanti che spesso nascondono il nulla, mi  hanno fatto sperare in una sorta di “normalità” dimenticata …ma dal troppo al niente (nemmeno il minimo sindacale!) non ci sto’ proprio, sarebbe come insultare me stessa… trattasi  del classico fuoco di paglia che non avevo mai capito che cacchio fosse?!…

No no….credo di essere incappata per la prima volta  in un comportamento che sà di surreale e la stanchezza mi dice che non vale la pena di prendere il microscopio, mi basta quanto mi dice la pancia visto che di cuore non si parla… Io come sto’? Bene!…ho solo voglia di dormire, tutto il resto è noia…

 

 

 

Nel buio che predece l’alba spalanco gli occhi annaspando, cercando di trattenere quell’ansia per dargli un senso ma mi distrae una melodia di cinghettii …la terra freme e mi trasmette il cambiamento imminente che si rinnova senza chiedere, senza forzare…è un’energia che chiede di essere ascoltata e di essere accolta…ho caldo, spalanco le finestre e osservo le forme che si delineano lentamente nel chiarore che appare e mi snebbia i pensieri…quanti germogli! E un pensiero inaspettato, tu…virgulto fragile che chissà se crescera’ , il tempo è capriccioso e puo’ sciuparti nel breve volgere di un giorno, di un’ora…un abbozzo, una premessa di colore celata che il cuore pero’ non dimentica mai del tutto …

Ben tornata primavera!

                                     "La primavera" di Donghi Giuseppe

Una mia piccola impronta in libreria

Un'opera del "Web Writers Group's - Libera associazione di scrittura solidale" che devolve l'intero ricavato della vendita di questo libro, per le finalità benefiche ed assistenziali della LAIF di Roma. Scritto da 34 bloggers di 23 città d'Italia con 60 opere tra poesie e racconti per un totale di 171 pagine sul tema dell'infanzia. Introduzione di Maurizio Mannoni. Il libro è acquistabile in rete presso sito dell'editore, cliccando sull'immagine della copertina.
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