You are currently browsing the tag archive for the ‘pensieri’ tag.

Un albero isolato

In mezzo ad un campo innevato

Infinita tristezza

 

Un Pettirosso canta

Su una rosa coperta di brina

Dolce fragilità

 

All’orizzonte

Nuvole cariche di freddo

Sottomessa attesa 

Annunci

Bocca cucita accampata alla finestra
Lascio passare il Tempo
Lui convinto che tutto gli sia concesso
Nella sua rabbiosa paura
Di tempeste e morte
Tra cielo e mare
I suoi fuochi di afflizione
Passati per mille e una terra
Si disperdono come
Nuvole sospinte dal vento

Non mi aspetto nulla dal tempo
Nel suo incessante andare e tornare
Di Giorni e di notti che passano
Agli occhi di tutti i colori del cielo.
Non mi aspetto nulla dal tempo
Nei suoi mulinelli che raramente creano sorpresa
Solo grani di sale di felicità sulla lingua.

 

Il mare è lontano

Con il suo costante andirivieni

Di onde che fuggono via

E mentre vado a raggiungerlo

 Nel lungo corso di questo cammino

Mi accontento delle stelle cadenti

Che passano e vanno

E in certe mattine d’estate

Quando il sole è oro e il cielo è blu

Alzo la testa e vedo il suo tumulto

Nelle nuvole bianche di schiuma

Il mare è vicino

In un passo si nascondono

le rughe del cammino

e i solchi dei nostri desideri

ma

nella mia mano si nascondono

l’alba effimera

e la speranza di un altro passo.

Un secondo, un minuto, un’ora

Un quarto e la mezza,

Un giorno, il week end, una settimana

Senza tregua un tic tac ci condiziona… o emoziona

Un mese, un trimestre, un anno

Natale e i giorni di festa che tornano ciclicamente

Abbiamo il carillon , l’orologio, la sveglia,

Clessidra e calendari per non dimenticare

C’è il il sempre e il mai

C’è il passato e c’è l’ormai

C’è l’immutabile e l’effimero

Gennaio, febbraio , piovosi e in rima

C’è il dopo e il prima

l’ormai, l’ieri e il d’ora in poi

Ci sono le notti e i giorni

Il buongiorno, il buonasera,

l’arrivederci, la buonanotte

Per cominciare  e per finire

Più tardi, giusto in tempo

Domani, in futuro

Spesso, qualche volta

Aspettiamo, facciamo i cento passi, temporeggiamo

Ci sono stati i 9 mesi , la nascita

L’infanzia e l’adolescenza

Compleanni e anniversari

Il tempo defila in porzioni e razioni

Ci sono gli addii  lungo la via

E  la vecchiaia senza preavviso

E c’è la morte, il riposo meritato

C’è un altrove e c’è l’eternità.

Tra le mani un fiorellino

abbandonato tra le pagine

di un libro di poesie

Una sciocchezza

che porta il suo mistero

un po’ di cielo

un segreto di giardino

Sul ramo della vita

la gioia si posa, vola via,

torna…vagabonda.

Non ci sono spigoli, curve, cielo e terra si confondono… la nebbia avvolge tutto.

Succede anche alle parole, diventano fragili, mancano d’ispirazione. Le idee si volatizzano, diventano grandi ali bianche ed è silenzio. I pensieri si fanno brumosi anche nella dolcezza del ricordo, li’, tra le tue braccia…nelle ore tarlate dal vuoto, l’anima ha bisogno di pazienza, la primavera, che tutto fà rinascere, non è mai troppo lontana.

Che ore sono ?

Nei  bassi fondi della notte non ci sono confini nè orari, solo la cadenza della pesantezza. Domande che non hanno senso e giri nel vuoto evitando di guardare quel quadrante che non puo’ alleviare il tempo che pesa sul petto.

Un secondo, un’ora, sgrani chicchi di eternità…

Pulsazioni anomali. Il cuore sembra impazzito, ma non è amore.

Quando ti scagli contro i mulinelli del vento sai che ti aspettano nuvole nere e polmoni in gabbia…

Che ore sono?

Non guardare la sveglia…ci sono già abbastanza orologi le cui lacette sembrano impazzite e ti ronzano in testa come un sciame impazzito…ti succhiano il sangue prima ancora che tu te ne renda conto… devi espanderti nel nulla e riuscire a farne parte.

Chiudi, chiudi presto le ante! … la conosci vero la musica? Una scala percorsa tante volte, con note stonate e intervalli obbligati … ritmi ora selvaggi ora troppo languidi … ritmi primitivi di terre che non hai conosciuto…e melodie così struggenti … ricorda!

Pulsazioni anomali. Strano gong nel silenzio che cade e non trova fondo. L’eco è come una sincope…ma nel blues c’è di meglio lo sai? Butta gli arpeggi di queste marce fantasie e torna a far vibrare i bassi…Te li ricordi come si librano nell’aria? Restituisce loro le ali.

Che ore sono?

E’ l’ora della follia che ti circonda le spalle, follia dura e pura come una droga che manca d’ironia. Come una pazza che non guarisce l’anima. Non frugare nei cassetti, i sogni nascono e muoiono. Tutto viene distrutto per essere costruito nuovamente. Il ritorno della fiamma dell’assoluto è violento quanto il suo slancio, è l’evidenza di chi non riesce a fare le cose a metà.

Ad ogni pulsazione senti il tuo essere espandersi ai quattro venti svuotendosi della sua essenza, nè cuore, nè occhi…cosi impari a scegliere i sentieri della foreste invece che le strade con lampioni e cartelli ad indicarti la strada!

Chiudi, chiudi le ante, presto! Le nuvole sono cosi pesanti, tra poco non potranno piu contenere la loro furia.

Che ore sono?

L’ora della sofferenza che chiama la liberazione. Non cedere, non devi. Ricorda chi sei, ricorda il tuo nome. No, no imbecille! Non il nome che ti hanno dato, ma quello impresso nel palmo delle tue mani, l’impronta della tua anima sul marmo delle nevi perenni. Cio’che sei si perde nalla notte dei tempi. Si , ora ti riconosci.

Lampo. Le nuvole muoiono, la pioggia traslucida lava via le ferite. La vita si difende, le sensazioni rinascono. Lascia la crisalide ormai piccola, assurdamente meschina e dormi, dormi…

Che ore sono?

E’ giorno di sicuro. Fuori i primi rumori hanno un suono quasi mistico che ti dice “vieni”!

 

Tacciono i bambini

Gli uccelli si nascondono

L’estate saluta

Gli amori si adirano

 

Sento freddo…

 

I fiori appassiscono

Il sole impallidisce

Le farfalle svengono

 

Sento freddo…

 

Gli stagni si vestono di cristallo

Le nuvole ingrigiscono

Le foglie si ammassano

Il vento soffia da settentrione

 

Sento freddo…

 

La notte precipita

Le luci si spengono

Scivolo sotto le lenzuola

 

Sento freddo…

Cielo e terra rabbrividiscono

E l’estate perisce nel grigiore che mi avvolge…

 

La bella stagione si esaurisce

Contro la muraglia nuvolosa

Il vento scuote la sua chioma

con lampi improvvisi

Incalza la pioggia gravida

di profumi selvatici

Nel segreto delle loro movenze

gli uccelli migratori

subiscono la tempesta

che consuma l’orizzonte

E quando la nuova stagione insorge

la tristezza solca il cielo con un sospiro

e si adagia sulle ceneri

del sole che tramonta.

Una mia piccola impronta in libreria

Un'opera del "Web Writers Group's - Libera associazione di scrittura solidale" che devolve l'intero ricavato della vendita di questo libro, per le finalità benefiche ed assistenziali della LAIF di Roma. Scritto da 34 bloggers di 23 città d'Italia con 60 opere tra poesie e racconti per un totale di 171 pagine sul tema dell'infanzia. Introduzione di Maurizio Mannoni. Il libro è acquistabile in rete presso sito dell'editore, cliccando sull'immagine della copertina.
wordpress visitors
Annunci
Tramedipensieri

Lo scritto non arrossisce.

Dear Miss Fletcher

With a proper background women can do anything. (Oscar Wilde)

Francesco Nigri

Passionate Life and Love

Michele (Caliban)

Perfidissimo Me

Italia, io ci sono.

Diamo il giusto peso alla nostra Cultura!

Banshee.

Turning saints into the sea.

Goccedisabbia's Blog

La Vita è fragile, l'Amore no.

Flameonair's Blog

Un blog di parole, sogni, emozioni, suggestioni

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: