Se un giorno ti ammalerai di parole, come a tutti noi succede, e sarai stanca di sentirle, di dirle. Se qualsiasi parola sceglierai ti sembrerà sprecata, senza luce, sminuita. Se avrai la nausea quando senti “orribile” o “fantastico” per qualsiasi fatto, non ti curerai, ovviamente, con una zuppa di lettere. Farai quanto segue: cuocerai al dente un piatto di spaghetti che condirai con il sugo più semplice , aglio olio e peperoncino. Sulla pasta già rimescolata con l’intingolo suddetto, grattugerai uno strato di parmigiano. Al lato destro del piatto fondo colmo di spaghetti conditi come ti ho detto, metterai un libro aperto .Di fronte, un bicchiere colmo di vino rosso secco. Al lato sinistro, metterai un libro aperto. Qualsiasi altra compagnia non è consigliabile. Sfoglierai a caso, le pagine dell’uno e dell’altro, ma entrambi devono essere di poesia. Solo i buoni poeti ci curano dalla saturazione di parole. Solo il cibo semplice ed essenziale ci cura dai peccati di gola.

Trattato di culinaria per donne tristi
di Hèctor Abad Faciolince

Confusa da sogni che scappano via

Lasciando nelle mente tracce di affanno

Vuotata di ogni sospiro

Aspirando solo all’oblio del sonno

Mi sorprende la paura

Quando l’oscurità mi sorride

E scaccia via la mia insonnia

Offrendomi lo spazio per respirare

Insonnia di Matteo Baldrighi

olio su tela di Matteo Baldrighi

cuore nel cielo

Una mano tesa al cielo

A disegnare la danza

Di un uccello volubile e solitario.

Non lascia traccia nel suo percorso,

Discreto, come vorrei il tempo passato.

Poche gocce sull’orlo delle ciglia,

Futili gesti,  parole prigioniere di emozioni,

Piccoli tormenti  divenuti

Cammei  appuntati sul petto.

Paura, attesa, incertezza,

Nostalgia, gioia e solitudine.

Poi delicatamente la mano cade e

con lei la memoria di giorni felici.

Improvvisamente il cuore sussulta,

Difficile dire Addio.

Sarò in grado di scrivere? Questo ho continuato a chiedermi avvertendo quella che è diventata ormai la solita fitta di mancanza associata alla frustrazione di non riuscire ad impedirmelo…non c’è più lei che si consuma per tre quarti da sola appoggiata al posacenere, compagna anche in questo…onnipresente in tutto.
Stanotte l’ho sognata, non una ma tre volte! Dio non ci sarà un simbolismo in tutto questo!? Mi sento già abbastanza fuori di melone ultimamente…
A differenza di altri ex fumatori non l’ho fumata, l’ho solo presa dalla borsetta insieme all’accendino per scoprire con orrore nel momento in cui stavo per accenderla che no accidenti non era roba mia , nemmeno la borsa, un fottuto automatismo… e poi mio padre… più giovane e vestito in modo assurdo…ma come non notare quella sigaretta…mi è passato davanti, diretto chissà dove…e questo mi ha ricordato che gli andavo a comprare le Muratti …và beh… e poi una stanza, tante persone…e tutte con la sigaretta in mano ed io ad annusare l’aria indecisa tra la nausea e il desiderio….
Io fumo da sempre… OPS fumavo da sempre, fino a 3 settimane  fa…da sempre perché non ricordo com’era “prima”, purtroppo. Ed è il primo tentativo…eh si, le statistiche sono sconfortanti, difficile riuscirci al primo colpo. Questa non è una “testimonianza” , forse qualcuno capiterà per caso su queste pagine a caccia di conforto e incoraggiamento e rimarrà deluso…è solo uno sfogo perché smettere di fumare è difficile, e per alcuni è parecchio difficile. Non ti cambia la personalità come qualcuno sostiene ma è indubbio che qualcosa và in corto circuito …tutti i tuoi momenti sono associati ad una sigaretta tra le dita…dopo il caffè? Certo ma è scontato ….e di tutti gli altri momenti? Qualsiasi cosa tu faccia…esci dal lavoro per salire in macchina e il gesto si affaccia alla tua mente, esci dalla doccia, idem, fai una pausa al lavoro, come non pensarci? Il tuo momento di “pausa” per l’appunto, come fare a rilassarti ora? Ti senti arrabbiata? Non sai come fare a non correre a comprale, pensi di non farcela, ti assale il panico…e perchè sei arrabbiata? Spesso perchè non stai fumando…è un gatto che si morde la coda…pensi che non passerà mai e allora tanto vale deporre le armi e cedere…e le notti insonni e lei che ti fumava tra le dita e ti regalava l’illusione del sollievo? il gesto…il gesto… e quelle nuvolette di fumo…la dipendenza fisica c’entra solo in minima parte, è evidente… ti senti su un’altalena impazzita che và dall’ira alla depressione. Tutto quello che si dice è vero…c’è chi la paragona ad un amante…Ti senti come se .. come se stessi subendo la perdita di una persona che ami…stringi i denti giorno dopo giorno dicendo a te stessa che passerà per poi sentirti sull’orlo della disperazione perché ne dubiti….ti senti triste….vorresti tornare indietro nel tempo…ti assale la rabbia…e poi di nuovo giù…i ricordi che si affacciano a tradimento…il desiderio di rivederlo… insomma credo di aver reso l’idea.
Perché ancora non ho ceduto? Come ho fatto a resistere?   Boh….forse sono fortunata, nessun fumatore nei dintorni e la mia ostinazione a non mettere mano al portafoglio…e perché questa schiavitù-dipendenza mi fa oltretutto incazzare… o forse perché ci credo, semplicemente. Credo che un giorno il mio cervello smetterà di associarla ad ogni momento… perché ogni momento senza di lei equivale a dimostrare al mio cervello che si può :O… si dimentica, prima o poi.
Verrà il momento in cui dovrò affrontare i fumatori… mi sento in pericolo :O) … oddio… forse un giorno riderò di tutto questo. Dicevo che non è una testimonianza….ma se ne uscirò vincitrice questo è un post che dovrò aggiornare, e allora si, potrò essere di conforto per qualcuno, chissà…
Sembra un delirio lo so, ma poteva essere peggio se mi sbizzarivo con le metafore 🙂 …ma chi se ne frega! Ho scritto senza fumare, anche se ammetto che per un attimo ho guardato sul tavolino e mentalmente stavo già allungando la mano…

L’età

È una pagina strappata che vola via 

Portando con sé gioie e dolori

Frammenti di amore e odio

L’età

È un viso cangiante

In un grande libro ricco di immagini

Cuore in primavera e in inverno

Paradiso e inferno

L’età

È il sole e il temporale

Mietiture e raccolti

E’ il tempo che prende e che dà

La paura ma anche il desiderio

L’età 

È il sapere condiviso

Il rimpianto e Il bisogno di voltarsi

la speranza che si rinnova

la necessità di rincorre il futuro

l’età

è la gioia infuriata

perché deve fuggire a nuoto

lontana dalle finte alternative

là, nascoste sull’altra riva

l’età

è il dubbio che si propaga

l’amarezza che sommerge

la metamorfosi dell’amore

poco prima dell’ apoteosi

l’età

e’ memoria nel sarcofago

la rivolta e poi la collisione

un mattino nebbioso

che dissipa i nostri incubi

l'età

è  il nostro viaggio.

Svegliatevi parole

Svegliatevi!

Mettetevi sul piede di guerra

Per meglio saltare fuori dalla finestra di cupi pensieri

Con le lacrime agli occhi

Saltate in alto

Saltate molto in alto

Saltate e  cantate

Saltate e  danzate

Saltate e solcate il cielo

Come l’arcobaleno

Trillate e vibrate

Come un clavicembalo

Saltate di gioia, parole assopite

E componete la vostra melodia.

Un albero isolato

In mezzo ad un campo innevato

Infinita tristezza

 

Un Pettirosso canta

Su una rosa coperta di brina

Dolce fragilità

 

All’orizzonte

Nuvole cariche di freddo

Sottomessa attesa 

Chiudi le porte

Accosta le finestre

L’inverno è sulla soglia di casa

Lascialo fuori

Non aprire

Lo sai

È la rivincita della dama bianca

Lasciala soffiare

Lasciala turbinare

La dama bianca sembra bella

Cosi soffice e delicata

Eppure è cosi furiosa

Sotto il suo mantello

puoi riposare

o morire

chiudi la porta

accosta la finestra

e prega per te, prega per lei

per lasciare fuori il  gelo

per allontanare la paura

ma se lei dovesse entrare

sappi che vorrà sapere

Una domanda, una risposta

Non importa quali parole

La dama bianca sopravvive

E sempre torna

Accadrà ciò che deve essere. 

Se avessi il potere di scrivere una poesia

Vivrei  a metà strada tra l’uomo di mondo e il vagabondo

Vagherei tra gli uomini e i loro destini

Osserverei  l’umana natura e la natura umana

Farei  miei ogni miseria e ogni dolore

Ogni desiderio, ogni illusione

Per potermi abbeverare alla loro sorgente

 

Se avessi il potere di scrivere una poesia

A volte starei in mezzo alla folla, colpito dall'indifferenza, dall’inadempienza

A volte starei da solo con la mia penna, in una torre d'Avorio,in una cella

A volte nel mezzo della bellezza scivolerei  via senza vedere

E a volte, da qualcosa di frivolo e freddo, saprei trarre ispirazione

 

Alla fine, grazie a questo lungo viaggio

Attraverso il sé, e l'altro, le parole apparirebbero

Scritte attraverso lo sguardo, dominate dal cuore e dallo spirito

E come onde sulla riva finirebbero per adagiarsi sulle mie pagine

 

 Ma ahimè, non ho ricevuto il dono della poesia

Le idee nascono, ma le parole sono viziati nell'oblio.

Vorrei che i miei sensi fossero finalmente esaltati

Vorrei scrivere il mondo attraverso la mia sensibilità

 Ma ahimè, non ho il potere di scrivere una poesia

Non posso raccontare con le mie mani  ciò che ama il mio cuore.

 

…scivolo lentamente

trasportata dall'onda

so che ci sei

al di là dell'orizzonte

ascolto il canto di una balena

che mi guida sulla tua scia

la schiuma del mare

ha l'odore del tuo desiderio

il flusso delle tue carezze

inebria le mie voglie

la tempesta infuria

le tue braccia come funi

m'impediscono di naufragare

controlli la mia rotta

e mi porti in mezzo al mare

sono in balia del vento

sono in balia di te…

 

Una mia piccola impronta in libreria

Un'opera del "Web Writers Group's - Libera associazione di scrittura solidale" che devolve l'intero ricavato della vendita di questo libro, per le finalità benefiche ed assistenziali della LAIF di Roma. Scritto da 34 bloggers di 23 città d'Italia con 60 opere tra poesie e racconti per un totale di 171 pagine sul tema dell'infanzia. Introduzione di Maurizio Mannoni. Il libro è acquistabile in rete presso sito dell'editore, cliccando sull'immagine della copertina.
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