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Cosa vuoi che è,

non voglio che

ti senti

a disagio,

se vuoi che te lo lo prendo io

non ci sarebbe problemi,

basta che tu

non mi dici sempre

questa cosa

arcana

del

congiuntivo.

da “Tutte le proesie” di Federico Maria Sardelli

C’ è un regno tutto tuo
che abito la notte
e le donne che stanno lì con te
… son tante, amica mia,
sono enigmi di dolore
che noi uomini non scioglieremo mai.
Come bruciano le lacrime
come sembrano infinite
nessuno vede le ferite
che portate dentro voi.
Nella pioggia di Dio
qualche volta si annega
ma si puliscono i ricordi
prima che sia troppo tardi.

Guarda il sole quando scende
ed accende d’oro e porpora il mare
lo splendore è in voi
non svanisce mai
perché sapete che può ritornare il sole.
E se passa il temporale
siete giunchi ed il vento vi piega
ancor più forti voi delle querce e poi
anche il male non può farvi del male.

Una stampella d’oro
per arrivare al cielo
le donne inseguono l’amore.
Qualche volta, amica mia,
ti sembra quasi di volare
ma gli uomini non sono angeli.
Voi piangete al loro posto
per questo vi hanno scelto
e nascondete il volto
perché il dolore splende.
Un mistero che mai
riusciremo a capire
se nella vita ci si perde
non finirà la musica.

Guarda il sole quando scende
ed accende d’oro e porpora il mare
lo splendore è in voi
non svanisce mai
perché sapete che può ritornare il sole
dopo il buio ancora il sole.
E se passa il temporale
siete prime a ritrovare la voce
sempre regine voi
luce e inferno e poi
anche il male non può farvi del male.
Alda Merini

Pensavo : oh sì, zia Habìba, anch’io sarò una maga.

Mi lascerò alle spalle questa vita stretta e codificata

che mi aspetta negli angusti vicoli della Medina

e contemplerò i sogni.

Scivolerò oltre l’adolescenza, tenendomi la fuga stretta al petto,

come le giovani europee stringono i loro partner nella danza.

Le voglio tenere care le parole

e coltivarle per illuminare

le notti scure, e per demolire

le mura e i cancelli degli gnomi.

Mi sembra tutto facile, a guardarvi,

zia Habìba, Shàma, sparire e comparire

tra le tende del fragile teatro,

fragili voi, nel cuore della notte, sulla terrazza lontana,

eppure così piene della vita, nutrici e custodi di meraviglie.

Diventerò una maga.

cesellerò parole

che danno corpo ai sogni,

e renderanno vane le frontiere.

Confusa da sogni che scappano via

Lasciando nelle mente tracce di affanno

Vuotata di ogni sospiro

Aspirando solo all’oblio del sonno

Mi sorprende la paura

Quando l’oscurità mi sorride

E scaccia via la mia insonnia

Offrendomi lo spazio per respirare

Insonnia di Matteo Baldrighi

olio su tela di Matteo Baldrighi

cuore nel cielo

Una mano tesa al cielo

A disegnare la danza

Di un uccello volubile e solitario.

Non lascia traccia nel suo percorso,

Discreto, come vorrei il tempo passato.

Poche gocce sull’orlo delle ciglia,

Futili gesti,  parole prigioniere di emozioni,

Piccoli tormenti  divenuti

Cammei  appuntati sul petto.

Paura, attesa, incertezza,

Nostalgia, gioia e solitudine.

Poi delicatamente la mano cade e

con lei la memoria di giorni felici.

Improvvisamente il cuore sussulta,

Difficile dire Addio.

L’età

È una pagina strappata che vola via 

Portando con sé gioie e dolori

Frammenti di amore e odio

L’età

È un viso cangiante

In un grande libro ricco di immagini

Cuore in primavera e in inverno

Paradiso e inferno

L’età

È il sole e il temporale

Mietiture e raccolti

E’ il tempo che prende e che dà

La paura ma anche il desiderio

L’età 

È il sapere condiviso

Il rimpianto e Il bisogno di voltarsi

la speranza che si rinnova

la necessità di rincorre il futuro

l’età

è la gioia infuriata

perché deve fuggire a nuoto

lontana dalle finte alternative

là, nascoste sull’altra riva

l’età

è il dubbio che si propaga

l’amarezza che sommerge

la metamorfosi dell’amore

poco prima dell’ apoteosi

l’età

e’ memoria nel sarcofago

la rivolta e poi la collisione

un mattino nebbioso

che dissipa i nostri incubi

l'età

è  il nostro viaggio.

Svegliatevi parole

Svegliatevi!

Mettetevi sul piede di guerra

Per meglio saltare fuori dalla finestra di cupi pensieri

Con le lacrime agli occhi

Saltate in alto

Saltate molto in alto

Saltate e  cantate

Saltate e  danzate

Saltate e solcate il cielo

Come l’arcobaleno

Trillate e vibrate

Come un clavicembalo

Saltate di gioia, parole assopite

E componete la vostra melodia.

Chiudi le porte

Accosta le finestre

L’inverno è sulla soglia di casa

Lascialo fuori

Non aprire

Lo sai

È la rivincita della dama bianca

Lasciala soffiare

Lasciala turbinare

La dama bianca sembra bella

Cosi soffice e delicata

Eppure è cosi furiosa

Sotto il suo mantello

puoi riposare

o morire

chiudi la porta

accosta la finestra

e prega per te, prega per lei

per lasciare fuori il  gelo

per allontanare la paura

ma se lei dovesse entrare

sappi che vorrà sapere

Una domanda, una risposta

Non importa quali parole

La dama bianca sopravvive

E sempre torna

Accadrà ciò che deve essere. 

Viaggio gli occhi persi nel cielo
Esploro l’indefinibile
Dubbi e promesse sono sentieri
Che si dissolvono all’orizzonte

Mettero’ nella tua borsa un po’ di mare
un po’ d’infanzia sulle mie ciglia
e nelle nostre mani un disegno incerto
Non mancherà il sale
le conchiglie per ascoltare i sogni esitare
e una nuvola da intrecciare nei capelli
Ci saranno le stelle
forse un po’ ingombranti

messe di traverso sulle tue
E un romanzo senza titolo
con la trama color terra del fuoco
Potrai maledire i miei silenzi
dirmi quello non so’ dirti
Io ti dimostrero’ che nei giorni di noia
si può fuggire dal paradiso
senza commettere peccato
Non ci saranno occhi di bambini
dove cercare le tue illusioni smarrite
ma solo l’eco di scommesse passate
perse nelle grida di un gabbiano

Mi fermo all’ombra di questa strada
Che traccia quella del domani
E ringrazio il cielo
Custode di segreti inviolabili

 

Viaggio gli occhi persi nel cielo
Esploro l’indefinibile
Dubbi e promesse sono sentieri
Che si dissolvono all’orizzonte

Mettero’ nella tua borsa un po’ di mare
un po’ d’infanzia sulle mie ciglia
e nelle nostre mani un disegno incerto
Non mancherà il sale
le conchiglie per ascoltare i sogni esitare
e una nuvola da intrecciare nei capelli
Ci saranno le stelle
forse un po’ ingombranti

messe di traverso sulle tue
E un romanzo senza titolo
con la trama color terra del fuoco
Potrai maledire i miei silenzi
dirmi quello non so’ dirti
Io ti dimostrero’ che nei giorni di noia
si può fuggire dal paradiso
senza commettere peccato
Non ci saranno occhi di bambini
dove cercare le tue illusioni smarrite
ma solo l’eco di scommesse passate
perse nelle grida di un gabbiano

Mi fermo all’ombra di questa strada
Che traccia quella del domani
E ringrazio il cielo
Custode di segreti inviolabili

 

Una mia piccola impronta in libreria

Un'opera del "Web Writers Group's - Libera associazione di scrittura solidale" che devolve l'intero ricavato della vendita di questo libro, per le finalità benefiche ed assistenziali della LAIF di Roma. Scritto da 34 bloggers di 23 città d'Italia con 60 opere tra poesie e racconti per un totale di 171 pagine sul tema dell'infanzia. Introduzione di Maurizio Mannoni. Il libro è acquistabile in rete presso sito dell'editore, cliccando sull'immagine della copertina.
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