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Tra le mani un fiorellino

abbandonato tra le pagine

di un libro di poesie

Una sciocchezza

che porta il suo mistero

un po’ di cielo

un segreto di giardino

Sul ramo della vita

la gioia si posa, vola via,

torna…vagabonda.

Non ci sono spigoli, curve, cielo e terra si confondono… la nebbia avvolge tutto.

Succede anche alle parole, diventano fragili, mancano d’ispirazione. Le idee si volatizzano, diventano grandi ali bianche ed è silenzio. I pensieri si fanno brumosi anche nella dolcezza del ricordo, li’, tra le tue braccia…nelle ore tarlate dal vuoto, l’anima ha bisogno di pazienza, la primavera, che tutto fà rinascere, non è mai troppo lontana.

Che ore sono ?

Nei  bassi fondi della notte non ci sono confini nè orari, solo la cadenza della pesantezza. Domande che non hanno senso e giri nel vuoto evitando di guardare quel quadrante che non puo’ alleviare il tempo che pesa sul petto.

Un secondo, un’ora, sgrani chicchi di eternità…

Pulsazioni anomali. Il cuore sembra impazzito, ma non è amore.

Quando ti scagli contro i mulinelli del vento sai che ti aspettano nuvole nere e polmoni in gabbia…

Che ore sono?

Non guardare la sveglia…ci sono già abbastanza orologi le cui lacette sembrano impazzite e ti ronzano in testa come un sciame impazzito…ti succhiano il sangue prima ancora che tu te ne renda conto… devi espanderti nel nulla e riuscire a farne parte.

Chiudi, chiudi presto le ante! … la conosci vero la musica? Una scala percorsa tante volte, con note stonate e intervalli obbligati … ritmi ora selvaggi ora troppo languidi … ritmi primitivi di terre che non hai conosciuto…e melodie così struggenti … ricorda!

Pulsazioni anomali. Strano gong nel silenzio che cade e non trova fondo. L’eco è come una sincope…ma nel blues c’è di meglio lo sai? Butta gli arpeggi di queste marce fantasie e torna a far vibrare i bassi…Te li ricordi come si librano nell’aria? Restituisce loro le ali.

Che ore sono?

E’ l’ora della follia che ti circonda le spalle, follia dura e pura come una droga che manca d’ironia. Come una pazza che non guarisce l’anima. Non frugare nei cassetti, i sogni nascono e muoiono. Tutto viene distrutto per essere costruito nuovamente. Il ritorno della fiamma dell’assoluto è violento quanto il suo slancio, è l’evidenza di chi non riesce a fare le cose a metà.

Ad ogni pulsazione senti il tuo essere espandersi ai quattro venti svuotendosi della sua essenza, nè cuore, nè occhi…cosi impari a scegliere i sentieri della foreste invece che le strade con lampioni e cartelli ad indicarti la strada!

Chiudi, chiudi le ante, presto! Le nuvole sono cosi pesanti, tra poco non potranno piu contenere la loro furia.

Che ore sono?

L’ora della sofferenza che chiama la liberazione. Non cedere, non devi. Ricorda chi sei, ricorda il tuo nome. No, no imbecille! Non il nome che ti hanno dato, ma quello impresso nel palmo delle tue mani, l’impronta della tua anima sul marmo delle nevi perenni. Cio’che sei si perde nalla notte dei tempi. Si , ora ti riconosci.

Lampo. Le nuvole muoiono, la pioggia traslucida lava via le ferite. La vita si difende, le sensazioni rinascono. Lascia la crisalide ormai piccola, assurdamente meschina e dormi, dormi…

Che ore sono?

E’ giorno di sicuro. Fuori i primi rumori hanno un suono quasi mistico che ti dice “vieni”!

 

Tacciono i bambini

Gli uccelli si nascondono

L’estate saluta

Gli amori si adirano

 

Sento freddo…

 

I fiori appassiscono

Il sole impallidisce

Le farfalle svengono

 

Sento freddo…

 

Gli stagni si vestono di cristallo

Le nuvole ingrigiscono

Le foglie si ammassano

Il vento soffia da settentrione

 

Sento freddo…

 

La notte precipita

Le luci si spengono

Scivolo sotto le lenzuola

 

Sento freddo…

Cielo e terra rabbrividiscono

E l’estate perisce nel grigiore che mi avvolge…

 

La bella stagione si esaurisce

Contro la muraglia nuvolosa

Il vento scuote la sua chioma

con lampi improvvisi

Incalza la pioggia gravida

di profumi selvatici

Nel segreto delle loro movenze

gli uccelli migratori

subiscono la tempesta

che consuma l’orizzonte

E quando la nuova stagione insorge

la tristezza solca il cielo con un sospiro

e si adagia sulle ceneri

del sole che tramonta.

Viaggio gli occhi persi nel cielo

Esploro l’indefinibile

Dubbi e promesse sono sentieri

Che si dissolvono all’orizzonte

 

Mettero’ nella tua borsa un po’ di mare

un po’ d’infanzia sulle mie ciglia

e nelle nostre mani un disegno incerto

Non mancherà il sale

le conchiglie per ascoltare i sogni esitare

e una nuvola da intrecciare nei capelli

Ci saranno le stelle

forse un po’ ingombranti

messe di traverso sulle tue

E un romanzo senza titolo

con la trama color terra del fuoco

Potrai maledire i miei silenzi

dirmi quello non so’ dirti

Io ti dimostrero’ che nei giorni di noia

si può fuggire dal paradiso

senza commettere peccato

Non ci saranno occhi di bambini

dove cercare le tue illusioni smarrite

ma solo l’eco di scommesse passate

perse nelle grida di un gabbiano

 

Mi fermo all’ombra di questa strada

Che traccia quella del domani

E ringrazio il cielo

Custode di segreti inviolabili

"Questa società assassina e folle, inquinata e puzzolente, che mangia cibo spazzatura e scopa poco e male, questa società volgare, sessuofoba e pornografica drogata di shopping e di ansiolitici, alcolizzata e cocainomane non ha rimorsi, non inorridisce davanti all’enormità dell’orrore perché è totalmente sprovvista del senso della sacralità del mondo. Non ha rispetto. Proprio perché non vede nulla oltre ai corpi e ai sassi. Ma non è stata capace di uccidere Dio lo ha solo trasformato in un regista di reality show. La vita è ridotta a un cumulo di cause e effetti, acquisti e drammi senza né capo né coda. Non c’è un disegno divino, una missione individuale, un dovere sociale, un’aspirazione superiore. Non c’è niente altro che denaro e vantaggi spiccioli. E questo deserto filosofico e emotivo è il blocco che impedisce agli umani di esaltarsi per il solo fatto di esistere, emozionarsi per i tramonti, prendere la vita appieno, farla propria, viverla. E’ questa mancanza di SENSO DELLA VITA a far sì che la gente non abbia dignità, non si ribelli, non sia solidale, innamorata, artistica. Una razza di suicidati spirituali che non hanno il coraggio di pensare a quando la loro vita finirà (di certe cose non si parla mai, è maleducazione come grattarsi e sbadigliare). Una società di pazzi che fingono di essere immortali guardando ogni giorno l’agonia di 100 morti ammazzati in tv."

(Jacopo Fò)

L’odore di una notte smarrita

Proiettata in un momento senza fine

Profumo del mare sulla pelle che brucia

Al ritmo della risacca i cuori battono

Sotto il cielo stellato dove si celano le rime salvate

 

Bellezza di una notte che la memoria trattiene

Fino a che l’autunno non la ricoprirà con foglie morte

E colori sbiadiranno sotto un cielo di piombo

Allora chiudero’gli occhi ormai velati

E ascoltero’ l’eco di un sogno

Che si è smarrito sotto il freddo

 

Le poesie sono dei vecchi saggi

Che si riuniscono a sera

Quando il giorno chiude i suoi cassetti

 

Fumano la pipa e soffiano degli oh di meraviglia

Stupiti che insonne

Il mondo si scaldi ai piedi

Delle loro parole che vanno in fumo…

La vita, la vita… o il flusso della vita…

Ho letto da qualche parte in proposito che la Natura funziona senza alcun sforzo, nell’incoscienza del pieno abbandono. Il principio è quello della minima azione, della non resistenza.

Se osservo la Natura al lavoro mi accorgo che in effetti lei segue la strada del minimo sforzo.

L’erba non cerca di crescere, cresce. I pesci non cercano di nuotare, nuotano. I fiori non cercano di fiorire, fioriscono. Gli uccelli non cercano di volare, volano. Obbediscono la loro natura intrinseca .

La terra non si sforza di girare intorno al suo asse, è nella natura della terra di girare ad una velocità vertiginosa attraverso lo spazio. Dare calore è nella natura del sole. La natura delle stelle è anche quella di brillare…la Natura non chiede a se stessa, non guarda al passato nè tantomeno al futuro, semplicemente è se stessa, è “azione” sempre all’opera, mai assente e per nulla corrotta.

Possiamo imparare dalla natura a seguire la strada della non resistenza che è l’intelligenza ordinata. Un combinazione tra accettazione, responsabilità e abbandono, per seguire il flusso della vita…

Ma come si mette in pratica questa meravigliosa combinazione?

L’accettazione è “semplicemente” accogliere le cose cosi come sono, che non significa non sperare o agire perchè siano diverse nel futuro, ma ora, qui, in questo preciso momento le accetto cosi come sono.

La responsabilità nasce dallo sforzo di non incolpare nessuno…questa presa di coscienza crea lo spazio necessario per trovare una risposta creativa alla situazione che sto’ vivendo (ogni difficoltà contiene il seme dell’opportunità !) E’ quel tipo di attenzione lucida che permette di intuire il momento giusto per trasfomare in meglio una situazione, per cogliere una soluzione che la mente impigliata nelle sue abituali connessioni non riesce a cogliere…

L’abbandono è smettere di stare sulla difensiva  e accettare il presente evitando la resistenza, scegliere di essere flessibili come il giunco che sopravvive perchè si piega sotto la tempesta.

Ecco la strada da cui deriva  l’intelligenza della Natura che si manifesta senza frizione, senza sforzo…

Un po’ esoterico? Forse…ma è proprio nell’aspetto misterioso del tutto che la vita a volte ci sorprende…

 

Una mia piccola impronta in libreria

Un'opera del "Web Writers Group's - Libera associazione di scrittura solidale" che devolve l'intero ricavato della vendita di questo libro, per le finalità benefiche ed assistenziali della LAIF di Roma. Scritto da 34 bloggers di 23 città d'Italia con 60 opere tra poesie e racconti per un totale di 171 pagine sul tema dell'infanzia. Introduzione di Maurizio Mannoni. Il libro è acquistabile in rete presso sito dell'editore, cliccando sull'immagine della copertina.
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