Passa come un lampo l’idea di me con la faccia rivolta al sole, un messaggio che arriva dal profondo che oggi scelgo di cogliere e comprendere…e allora eccomi qua sdraiata al sole con gli occhi chiusi ad ascoltare il mio respiro, ad osservarlo rallentare mentre il calore penetra sulle mie guance. Mi perdo nel buio senza paura, il calore è la fune che mi fà camminare su un precipizio che non vedo, dove non sono ancora pronta a tuffarmi per scoprire che non esiste. Apro gli occhi piano piano, e tutta questa luce mi acceca e mi sembra increndibilmente bella… metto a fuoco il paesaggio non mutato eppure lo osservo come fosse nuovo…quanto tempo è trascorso? Pochi minuti o ore?! Sarà questo il segreto che tanti rincorrono, fermare il tempo? O vivere pienamente il presente? Preferisco il secondo, in fondo il tempo è una dimensione del materiale che ci fà annaspare, affannare, mentre il presente, senza il “pensiero” che corre dal passato e al futuro, non solo lo annienta, ma ti fà assaggiare la gioia di esserci, così, semplicemente…

 

[…]“Un puzzle può definirsi tale soltanto se esiste uno spazio fra i singoli pezzi e un tempo per riassemblarli.”[…]

 

Noi pezzi di un puzzle di cui abbiamo perso la memoria, inconsapevoli attraversiamo il tempo e ne diventiamo schiavi.