E’ finita. Ma è veramente finita? Forse ancora qualche dettaglio non di poco conto ma  il puzzle, anche senza gli ultimi tasselli, posso  finalmente guardarlo  e rendermi conto che ho vinto.
Curioso come non abbia provato particolari emozioni a lasciare quella casa, i pochi anni passati lì non giustificano la “naturalezza” del mio andare stravolgendo ancora una volta i contorni del mio guardare dentro e fuori dalle mie mura…mie…ecco questo sì che è un sentire che tarda a diventare consapevolezza. Tutti a chiedermi cosa provo ed io non so che rispondere. Riesco solo a provare gratitudine per chi c’è stato e tento con poco successo di provarla per chi è stato latitante….strano come i cambiamenti esterni possano provocare un cambiamento interno, un vedere senza lenti , né rosa, né grigie…una sensazione di lucidità estrema.
Forse l’ansia di questi mesi e gli ostacoli da dribblare continuamente mi hanno ancora una volta impedito l’esaltazione lasciando il posto ad una soddisfazione guardinga che fa capolino solo per brevi attimi. Ho chiesto troppo a me stessa? Tanto da rovinarmi la festa? No, credo piuttosto che abbia ragione chi mi ha parlato di adrenalina da forzare a tornare a livelli normali, peccato che sia un elastico che da troppo teso diventa troppo morbido….voglia di dormire, voglia di andamento lento, voglia d’incorniciare quel puzzle, appenderlo e mettermi lì ad osservarlo fino a sentirlo come un capolavoro.