Sulla roccia il lichene distende il disincanto

L’oceano, senza perdono, gorgheggia un ritornello crudele

Il tuo nome nel vento

Il tuo soffio in un pulviscolo d’acqua

 

Un gabbiano ride e io chino la testa

Sul sentiero degli addii, con il cuore stretto al collo

Chino la schiena a raccogliere frammenti di pietra aguzzi

Che il mare distante non può levigare

 

Il cielo è ancora ferito

Lampi di rabbia morenti si spengono all’orizzonte

Sento il respiro del mare che mi chiama

Mi canta una ninna nanna

Vuoto le tasche , gli consegno il mi fardello

Illusioni di una terra promessa

Riprendo la strada di casa mia

Tenere foglie d’edera già ricoprono i muri

Con il lenzuolo verde della speranza.

olio su tela "rumore del mare" di Silvana Brunotti
Annunci