Non pretendo di sapere tutto o di aver saputo capire tutto grazie alle mie riflessioni personali sulla vita. Non pretendo nemmeno di non aver piu nulla da imparare ma pretendo che nulla potrà mai convincermi totalmente; qualsiasi argomento, per quanto giusto possa essere o sembrare tale, non mi farà cambiare completamente opinione… Perché per quanto l’aiuto “dell’altro” possa alleggerire il peso che ciascuno di noi porta sulle spalle, a me sembra che il peso da portare giorno dopo giorno sia sempre piu gravoso. Quando anche trovi una persona che mi “aiuti”, un amica/o, nonostante la forza del bene e dell’affetto provato nei miei confronti, lei/lui rimarrebbe un individuo, la cui essenza è effimera. Un individuo e un altro non possono creare insieme nulla che sia eterno perché l’eternità si raggiunge nella solitudine. L’altro è come noi, chiamato a scomparire. Nulla può impedirlo. E’ dunque a che serve cercare l’altro invano? Sapendo che non riusciremo mai a raggiungerlo completamente? Perché legarsi? Su cosa seminare per fare crescere radici che ci sostengano? Occorre forse sparpagliarle semi su piu individui possibili, in modo superficiale, senza troppo curarsi della terra, per poter rompere i legami con la facilità che non chiama il dolore? Oppure seminare intorno alle cose…loro sì che sembrano eterne…i venti, la luna, il sole…allora perché non mettere radici dentro di noi? Piantare in profondità dei piloni che paradossalmente ci rinforzano mentre ci appesantiscono? Dall’ affanno a costruire il futuro sulle rovine del passato, al radere al suolo le nostre asperità compiute all’esterno di noi stessi distruggendo il futuro, al riabilitare i ricordi, per tornare a vedere sorgere le stesse domande…ad ogni girone però la “costruzione” diventa piu imponente, una costruzione che non deve piu sopportare i dolori effimeri… e se anche dovesse sprofondare lo farà insieme a noi ma non crollerà, sarà anche di piu “noi”…una costruzione che si chiama Solitudine. Ogni cosa mi riporta a lei. Accessibile a tutti i comuni mortali! Non è forse lei che può far diventare l’uomo stranamente meno solo di fronte alla sua stessa vita? E’ davvero da mettere al fianco dell’amore, dell’amicizia, a Dio e alla saggezza dei cassetti ripieni di illusioni usate? Come si fa’ però ad essere sicuri che una volta finita l’opera, questa non si ergerà contro di noi? E se fosse il mezzo che ci conduce alla nostra disgregazione, sarebbe una sconfitta o una vittoria? Impossibile rispondere a queste domande se non le abbiamo quanto meno sfiorate con l’anima. Se così fosse, l’uomo non avrebbe piu bisogno di cercare all’infuori di sé, ma nella profondità del suo cuore, dei suoi ricordi.

La società raggiungerà l’autosufficienza umana, una sorta di immortalità? Sono pazza? Chi può sostenerlo? Le mie parole sulla carta sembrano così “giuste”; sono forse cosi irrazionali da essere la sola a capirle? Cosa pensereste di me se vi dicessi che una volta trovata la soluzione e le risposte alle mie domande non saprei che farmene delle vostre? Quanti la pensano come me? Sono pazza? Vorrei saperlo! Vado a cercare le risposte dentro di me, senza speranza se non quella di trovare altre domande, altre riflessioni…  

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