Sarà la stanchezza che per me sembra avere lo stesso effetto che ad altri provoca l’alcool o una fame latente che ostinatamente stasera cerco di tenere a bada …più probabile  un mix di tutti e due che stasera stupidamente mi riporta alla memoria il ricordo di uomini che hanno cucinato per me…o meglio che si sono piazzati davanti ai fornelli per me, cucinare non fa sempre rima con mangiare  …chi armato solo di buona volontà….chi a dispiegare ai miei occhi la propria bravura…chi a cercare di fare colpo….chi con tutta l’intenzione di coccolarmi…eh sì c’è chi riesce a prendermi per la gola, ha ragione la mia mamma, il mondo va’ alla rovescia! 

Mi fermo qua e là e scatto qualche istantanea…

Lui….una scommessa nata per gioco, un gioco che allora di certo non potevo prevedere dove ci avrebbe portati….è strano rivederlo con la mente e sorridere senza ombra di tristezza…un uomo di quella stazza, in giacca e cravatta, dopo avere macinato non so quanti chilometri…lì nella mia cucina ad armeggiare con pentole ed ingredienti nonostante l’emozione evidente …e poi quante cene a casa di un amico carissimo dove ero solita rifugiarmi? Tante…credo che a volte abbia dubitato che stessi facendo la fame…mi stilava persino il menu del fine settimana o mi trascinava con lui al supermercato a scegliere cosa preferivo…a distanza di anni credo di non essere ancora riuscita a ricambiare …ricordo anche una colazione a lume di candele…onore all’impegno nonostante il pensiero fosse nato da una critica poco velata da parte mia…ma diamo a Cesare quello che è di Cesare, quella colazione valeva proprio il colpo d’occhio e mi ha dato una carica da non credere per tutto il giorno…insomma per farla breve mi piacciono gli uomini che sanno cucinare, anzi che cucinano per me…mi è capitato persino di adorarli …a ben pensarci da bambina ho visto spesso mio padre ai fornelli, solo e rigorosamente di domenica quando i pasti in famiglia avevano un sapore speciale, eppure mio padre faceva parte di una generazione di uomini del sud poco avvezzi ad dare una mano nelle faccende di casa…ma lui cucinava e a ben pensarci ricordo anche di averlo visto con un straccio in mano….il riscatto di una miseria patita da bambino, il classico esempio da un ‘estremo all’altro…mio padre occupava il bagno più di mia mamma e le mie sorelle messe insieme, ma questa è un’altra storia…e poi nel corso degli anni mio fratello, una passione la sua diventata lavoro…ancora oggi è lui che cucina per noi quando l’occasione si presenta…ancora oggi se capita qui a casa mia riesce ancora a stupirmi, visto che il mio frigo spesso è un optional….mi guarda, sorride sornione e poi oplà! Il miracolo!

Uomini….ma tutti messi insieme non valgono il piacere di tornare da lei, mia mamma…ho rinunciato a farle capire che non faccio la fame e che si vede!… e che non può farmi assaggiare in pochi giorni quello che mangerei in un mese….e  che se dico basta è solo perché non ce la faccio più a mandare giù neanche un boccone…. e che quando vado a casa sua poi mi tocca stare a dieta per davvero …ma quanto è bello ritrovare la sua cucina con tutti i sapori e profumi che il tempo non riesce ad intaccare…ritrovo la mia infanzia e il suo modo di darmi amore senza contropartita…