Ci sono giorni in cui ti chiedi se gli Dei giocando a dadi non abbiano puntato il dito contro di te… ti senti una pedina che rotola su scacchiera impazzita. Puoi persino vederli mentre ridono…ma poi ti chiedi, e se invece non fosse un gioco e tu il prescelto per motivi che non ti è dato di sapere?…. Qualcuno afferma che è colpa dei pianeti veloci …sì veloci come ti girano in certi giorni…
No, sembra quasi una sfida…un sfida tra te e loro…quando corri e corri e ti ostini ..e stremata arrivi quasi al primo traguardo, quasi, perché già hai rimandato il tanto sognato, coccolato, desiderato momento di un giorno…hai fatto saltare una meta per un’altra e poi un’altra ancora, rimandando la partenza….hai rinunciato a festeggiare una data che doveva essere speciale…ma poco importa…il cuore ha scelto.

 
Ed ecco la giornata perfetta che potrebbe darti il colpo di grazia…scendi dal letto che hai già un’emicrania pazzesca….arrivi sul posto di lavoro dopo aver evitato uno scontro frontale in curva…misuratori fiscali e quant’altro che no, stamani hanno deciso che non si accendono…un’ora per risolvere l’arcano mentre t’ingegni a fare altro…qualcuno ha avuto la brillante idea di mettere mano all’interruttore sbagliato…il tecnico informatico con cui avevi appuntamento per riconfigurare un software si perde per strada, un altro ritardo…e intanto gli occhi continuano a fissare l’orologio mentre non riesci a frenare i tremiti dello spavento…il telefono squilla incessantemente, tutto è urgente, sembra quasi che sappiano…fuori, fuori di corsa a sbrigare le ultime cose….e tu a fare anche le veci  di chi è assente, tanto per gradire…devi chiudere, chiudere e non lasciare nulla in sospeso, devi persino anticipare, lasciare istruzioni, pagare, ordinare, elencare…e intanto le ore scorrono e il tempo rubato dagli imprevisti lo devi recuperare…e intanto troppe cose…e poi? Una discussione interminabile che diventa presto un litigio con chi non capisce che semplicemente non puoi…Sì devi anche prenotare e velocemente appuntarti tutti i dati…ma poi ti sorge un dubbio…e scopri che no…sei combattuta…dispiacere sì, ma c’è dell’altro che ora non puoi o non vuoi cogliere… e se non avessi chiesto?…hai un martello che picchia sulle tempie…devi riorganizzarti…ma ormai è tardi…chiudi gli occhi e respiri, respiri, non puoi pensarci ora…devi ancora controllare scadenze, documenti da far firmare, fogli presenze , non deve sfuggirti nulla…la prima ora X è scoccata…ed eccoli arrivare tutti alla chetichella …ma pure loro scegliere un altro giorno no? Facce scure e qualche sorriso ipocrita che devi mandare giù…e su un viso tanto familiare leggi che è guerra aperta…e vorresti essere altrove, non sopporti i giochi di potere, e tu per troppi giorni sei stata tra due fuochi….e ti dispiace, sì ti dispiace, quando lavori per tanto tempo con qualcuno con il quale nel bene e nel male hai condiviso la nascita e la crescita di un’attività non puoi non sentirti franare la terra sotto i piedi sapendo che potrebbe avere partita persa…ti scorrono nella mente i fotogrammi di tanti momenti…ti chiedono in modo molto soft di lasciarli da soli, tiri un sospiro di sollievo, oggi no, non sapresti essere diplomatica…e ti rintani altrove sperando che almeno da loro non arrivi nessuna richiesta…oh sì hai ancora da fare, ancora….ma una lucina rossa lampeggia dentro di te, insistentemente, stai tirando troppo la corda…e lampeggia ancora quando decidi che è tempo di staccare e tornare a casa , ignara delle decisioni prese, ma consapevole che manca ancora un giorno, un giorno per dire sono in ferie, dieci miserabili giorni di vacanza…sulla strada del rientro pensi che ti devi concentrare, ancora uno sforzo, perché non è giornata e lo sai…e quando chiudi quella porta tanto agognata  dietro le tue spalle la diga crolla, il fiume straripa e la luce si spegne…vedi tante cose galleggiare su quel fiume… e senti freddo…la stanchezza, le delusioni, le rinunce, la sopportazione, i saluti forzati, le ore di sonno perse a rimuginare, ad interrogarti, le  illusioni, la poca considerazione…no, adesso non chiudere gli occhi, fissa attentamente quel fiume e non dimenticare.

 
Partita chiusa? No, ma cambiano le regole del gioco.