Cos’è l’intuito se non una voce che ti suggerisce risposte che spesso non vuoi o non puoi sentire?
Questo è il mio intuito, non lo amo, non lo odio, è solo un compagno scomodo che spesso cerco di evitare ma che finisco sempre per riconoscere come sincero. Non è voce che vuole ingannarmi. Non è sesto senso che pensa di farmi male. No, è solo un bambino indisciplinato, non ha ancora imparato a comunicare con me, o io non ho ancora imparato ad sintonizzarmi con lui, e forse non ci riuscirò mai…tanto che mi chiedo a volte come liberarmene, mi chiedo che senso ha riconoscergli continuamente dei meriti col senno di poi, quando sul cuore vedi apparire piccole grandi chiazze rosso vivo…Lo ignoro, sì spesso lo faccio, c’è troppo rumore e corro più veloce di lui… L’intuito, c’è chi lo chiama “sensibilità”, percezione…by passa la ragione, è una strada che non conosce…non usa le parole, il vocabolario non gli è congeniale,…no, lui è sensazione, lampi improvvisi dalla forma indefinita…a volte ti solletica il sangue, a volte la pelle, a volte ti stringe lo  stomaco togliendoti il fiato … a volte è una conchiglia che accosti alle orecchie… ma il mare dov’è? Ne senti solo l’eco…la mente si ribella, cerca di afferrarlo, di definirlo, di tradurlo ma mentre lo fa’ finisce per contaminarlo …come un sogno che al risveglio trattieni sotto forma di figure indistinte, un sogno che si smarrisce quando lo vuoi narrare, ma che hai vissuto con i sensi… e poi…e poi…arriva il tempo in cui si spoglia e lo riconosci, lo guardi stupita abbracciare la mente per fare pace…loro due…ancora una volta troppo tardi…
 
E dopo questo semi delirio forse, ma forse, vado a nanna…