…fuoco sui campi, sugli alberi, sull’asfalto…no, il sole invernale non riesce ad incendiare l’orizzonte, è solo fantasia che verrà…i muri delle case tendono l’orecchio per afferrare i rumori felpati di passi, segni di vita troppo deboli rinchiusi tra il cemento…sono qui, senza segreti, aspetto una risposta…soffro di vertigini , viaggio fatto di piccoli giorni che non finiscono mai… un piede davanti all’altro troppo piano, appesantita da troppi pensieri e memoria…mi guardo allo specchio e mi chiedo da dove questo verde…è spento, reclama cielo e mare…no, non dovrei frugare negli occhi, vedo naufragi, onde che muoiono sul nascere…mi allontano, fuori, sotto il cielo ad osservare le nuvole che si muovono lente ma decise…è silenzio totale all’improvviso… perfezione di pochi attimi…silenzio che segue ogni distruzione, silenzio che prelude ogni costruzione… all’improvviso un soffio di vento mi accarezza gentile i capelli…momento magico…sorrido al cielo, auguro alle nuvole buon viaggio e rientro…

 

Robert Mekiš 

 

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