Accantoniamo per un momento l’innamorarsi di una persona o dell’amore. pensiamo a questo invece: quando siamo disposti a fare, e a dare, in amore? perchè spesso anziché amare riflettiamo soltanto nell’altro i nostri desideri e lo investiamo di aspettative? ecco, forse questo é un punto su cui riflettere. poichè, più andiamo avanti con l’età, più diventiamo esigenti ed intransigenti. dimenticando che l’amore non é chiedere ma accettare l’altro per come é, con tutte le sue diversità..
 
Ok Nuvola vado col secondo pezzo che si riallaccia solo in parte alle tue riflessioni ma tenete presente che, al di là del poco che ho riportato, il libro racconta una storia d’amore…
Si diventa piu esigenti ed intransigenti è vero….sarà che il bagaglio che ci portiamo sulle spalle comincia a pesare e ci toglie entusiasmo, sarà che con l’esperienza riusciamo ad "intuire" piu velocemente e di troppi angoli da smussare non abbiamo piu voglia
…sarà che si ha poca energia di dare tutto e subito a chi ci dà poco (della serie se mi ami io ti amo)…sarà che andando avanti con l’età la trappola dell’idealizzazione, se c’è, scema in brevissimo tempo…sarà che abbiamo poco coraggio (di osare, di spogliarci delle nostre difese ecc…)…sarà che c’è chi troppo corre e chi và troppo piano…insomma direi che di possibili motivazioni ne abbiamo tante!  
 
“Trovare difetti nella gente è così facile, ma non porta a niente”, osservava Elias Canetti, alludendo a quanto sia semplice. E nello stesso tempo vana, la critica degli altri. L’innamoramento può essere allora definito come la momentanea volontà di sospendere il giudizio, anche a costo di chiudere gli occhi. Se cinismo e amore si situano agli opposti estremi di uno spettro, non potrebbe essere che ogni tanto ci innamoriamo per sfuggire il debilitante cinismo del quale siamo schiavi? Forse che ogni coup de foudre non presuppone un po’ di voluta enfatizzazione delle qualità della persona amata? Focalizzando le nostre energie su un certo volto, nel quale in breve e miracolosamente riusciamo a credere, ci proteggiamo dalla disillusione. […]
 
 
Ciò che sorprende è quanto si possa idealizzare un altro, mentre si hanno problemi anche ad accettare se stessi, perché tali problemi si hanno… certo non ignoravo che Chloe era un essere umano come gli altri, eppure caddi nella tentazione di sospendere un simile pensiero.
Ogni innamoramento (parafrasando Oscar Wilde) è la speranza sull’autocoscienza. Ci innamoriamo sperando di non trovare nell’altro ciò che sappiamo essere in noi stessi […]
 
Se l’innamoramento è così repentino, forse è perché la voglia di amare precede l’amata: il bisogno inventa la soluzione. La materializzazione dell’amata è solo il secondo stadio di un bisogno preesistente (ma assolutamente inconscio) di amare qualcuno – la nostra brama d’amore che dà forma ai suoi lineamenti, il nostro desiderio che vi si cristallizza intorno. (ma la parte onesta che è in noi sempre cercherà di svelare l’inganno. Non mancheranno momenti in cui dubiteremo che l’amata sia nella realtà come noi la tratteggiamo nella nostra mente; si affaccerà il sospetto che sia soltanto un’allucinazione che ci siamo inventati per prevenire l’inevitabile crollo che avremmo se privati dell’amore).

"esercizi d’amore" Alain Button