Le ore sfilano pigre
cerco il tuo corpo
l’impronta delle tue labbra
un caldo abbraccio sconosciuto
dietro le palpebre
del mio sonno leggero

Le ore sfilano pigre
mi sorprende l’alba invernale
nella mia insonnia
si stira languida
la sua foschia è veleno
incertezza del giorno nascente
le sue mani sono foglie
che nel giardino del tempo
tremano e si disfano
dopo il gelo della notte

Le ore sfilano pigre
fuori le strade si preparano
a respirare pensieri frettolosi
i ponti si curvano
sotto gli affanni
i neon esalano
le ultime timide luci
che hanno incrinato la nebbia

Le ore sfilano pigre
ombre furtive si muovono già
nel freddo dell’inverno
una speranza sulla mia fronte
diadema iridescente
rosso come il mio sangue
blu come il cielo che verrà
verde come i prati che rinascono
oro come il sole che trionfa all’orizzonte

Le ore sfilano pigre
io sono qui
che veglio su di me
tendo l’orecchio
ascolto il mio cuore
il mondo è in questa stanza.